Caccia alla migratoria, critiche dalle associazioni ambientalistiche

30/11/-0001 -
Legamabiente: "Avessero avuto il senso delle storiche 5 giornate di Milano avremmo partecipato tutti ma la vergognosa battaglia per le 5 giornate di caccia che sta facendo la Regione Marche sarà ricordata solo per lo sdegno di tutti i marchigiani onesti".

da Legambiente


"Ancora una volta una Regione super solerte di fronte alle richieste peggiori dei cacciatori marchigiani, per di più sulla base di un parere niente affatto competente né oggettivo”.

Sono ironiche e al tempo stesso fortemente critiche Legambiente, WWF, LIPU e ProNatura Marche di fronte all'ultimo provvedimento con cui la Regione Marche sabato 7 ottobre ha (ri)concesso 2 giornate di caccia in più per l’avifauna migratoria nei mesi di ottobre e novembre, in barba alle ordinanze del TAR Marche e in totale contrasto anche con le direttive europee, tanto che sulla caccia in deroga incombe sull’Italia la condanna dell’Unione europea.

In soccorso delle peggiori doppiette marchigiane, disorientate dal susseguirsi di stop da parte del TAR e surrettizi provvedimenti regionali in deroga, arriva l'ennesima delibera urgente della Giunta regionale - riunitasi eccezionalmente di sabato mattina - per ripristinare le “5 giornate di caccia” settimanali, già oggetto di una prima bocciatura del TAR.

Il tutto avallato dal parere fornito da un Ente non competente in materia, l'Osservatorio Epidemiologico regionale della fauna Selvatica, ovvero del servizio veterinario dell'ASUR (che ha sede in Urbino), non in grado di fornire una relazione tecnica basata su dati reali e oggettivi. L'osservatorio in questione, infatti, non ha tra i suoi compiti istituzionali, e quindi non fa, il monitoraggio delle popolazioni di animali selvatici presenti nelle Marche ma è deputato a rilevare i dati relativi ai rinvenimenti di fauna selvatica affetta da malattie o deceduta per altra causa all’interno del territorio provinciale di Pesaro Urbino...che è tutt'altra cosa.

“Quest'ultima forzatura – commentano amareggiate le associazioni - rivela ancora di più la volgarità di questa delibera della Giunta regionale e pone in evidenza la mancanza di un vero Osservatorio Faunistico Regionale, che da tempo chiediamo venga istituito. E’ ora che nelle Marche finisca il mercimonio della fauna e si avvii una fase seria di confronto e concertazione tra Regione, cacciatori, ambientalisti e agricoltori per una gestione sostenibile delle risorse faunistiche, sulla base delle esigenze ecologiche delle specie animali, e in cui l'auspicato Osservatorio Faunistico, dotato di idoneo personale, agisca come strumento efficace, operativo e autorevole.

Dobbiamo invece constatare che nella Regione prevalgono scelte da politicanti piegati alle peggiori richieste, anziché scelte politiche per la buona gestione del territorio regionale, patrimonio faunistico incluso!”





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 ottobre 2006 - 1269 letture

In questo articolo si parla di caccia, legambiente