Spacca: la comunità marchigiana è anche quella che risiede nel mondo

2' di lettura 30/11/-0001 -
"La nostra comunità non è solo quella che risiede nelle Marche: ma anche le molte comunità dei marchigiani, che vivono all’estero o fuori dai confini regionali. Da loro ci vengono stimoli, proposte, progetti che ci rendono più forti; per questo abbiamo a cuore queste realtà".

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Questo, in sintesi, il filo conduttore dell’intervento conclusivo del presidente Gian Mario Spacca, ai lavori della due giorni dei marchigiani nel mondo, convocata per approvare il Piano triennale degli interventi.

Un Piano – ha detto – che, a differenza di quelli precedenti, non si limita a prendere in considerazione gli aspetti legati alla memoria e ai ricordi o all’assistenza, ma guarda avanti e vuole lavorare per progetti condivisi, per creare nuove opportunità per la comunità marchigiana nel suo complesso.

Bisogna – ha sottolineato – abituarsi a lavorare in questo modo, coinvolgendo tutti i settori e assessorati, perché l’impegno nei confronti dell’emigrazione non è tema settoriale.

Quest’anno la giornata delle Marche, il 10 dicembre, vedrà coinvolta la comunità residente in Belgio (l’anno scorso è stata la volta dell’Argentina, ndr), e il tema sarà “Le Marche e l’Europa, l’emigrazione e il lavoro”.

Nello scorso mese di giugno le associazioni di marchigiani si sono incontrate a Genk. Particolarmente commovente è stato l’incontro con i minatori e le loro famiglie. A Martinelle, sono stati visitati i luoghi della tragedia di 50 anni fa, dove persero la vita anche 12 marchigiani.

“Si partirà da quella esperienza – ha detto – per affrontare i temi del lavoro, come diritto fondamentale dell’uomo, dei nostri giovani, il lavoro che fa crescere, dà dignità e deve svolgersi con tutte le garanzie sociali.”

Sarà un momento che guarda all’Europa, che ai tempi di Martinelle era solo un sogno, e che poi è cresciuto ed è diventato un fattore di crescita per tutta la comunità e, a cui dobbiamo fare riferimento.”

Il tema dell’identità è quindi importante in questo contesto, del tutto nuovo, che si fonda su valori forti e condivisi quali: la pace, la convivenza sociale, la coesione sociale, la solidarietà, l’accoglienza, l’equa distribuzione del benessere, il lavoro e l’imprenditorialità.

Spacca ha rivolto un saluto affettuoso a tutti i partecipanti: “senza la vostra passione – ha detto – non avremmo ottenuto questi risultati.” “Ho voluto essere qui – ha sottolineato – anche per salutare i tanti amici che conosco da tanti anni, con cui ho un legame forte, al di là della distanza, perché quando ci ritroviamo, basta uno sguardo per ricostruire quel senso della nostra comunità che risiede ovunque nel mondo.”





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 ottobre 2006 - 895 letture

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