Quadrilatero, Lion: soddisfazione per parole di Di Pietro

30/11/-0001 -
Ieri sono state rese note importanti novità in merito al futuro della società Quadrilatero Spa.

da Verdi


Ieri sono state rese note importanti novità in merito al futuro della società Quadrilatero Spa: nella risposta all'interrogazione a risposta immediata presentata dal deputato Marco Lion, e da altri deputati dei Verdi, al ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro in merito alla necessità di commissariamento della Quadrilatero S.pA., si è appreso che il destino della società, e dei vari personaggi che ne fanno, ne facevano parte o che vi gravitavano, risulta ormai segnato: l'ANAS acquisirà la residua quota del 49 per cento della società Quadrilatero Spa, attualmente detenuta da Sviluppo Italia, e l'acquisizione dell'intero capitale sociale sarà accompagnata dal rinnovo degli organi societari con la previsione, attraverso apposita modifica statutaria da deliberarsi in assemblea straordinaria, della nomina di un amministratore unico con ampi poteri.

Lo rende noto lo stesso deputato dei Verdi Marco Lion, autore dell’interrogazione parlamentare, che ha così commentato le parole del ministro: "Esprimo la mia massima soddisfazione sull'esito della vicenda che aveva visto tutti i parlamentari del centrosinistra marchigiani, della scorsa legislatura, schierati contro questo vero e proprio mostro giudico-finanziario che risponde al nome di Quadrilatero S.pA. Finalmente – ha proseguito - da una parte si fa piazza pulita di certi personaggi che, come membri del C.d.A. o come consulenti, hanno guidato l'operazione Quadrilatero spa, e dall'altra parte, come ha rilevato lo stesso sinistro Di Pietro, la nuova struttura farà anche una necessaria e approfondita verifica dell'intero progetto sia sotto gli aspetti giuridici, che sotto il profilo tecnico-progettuale e finanziario".

Secondo Lion, “trovano infatti conferma quelli che Di Pietro definisce ‘gli elementi di criticità’ che si sono manifestati sin dall'origine della Quadrilatero S.p.A. rappresentati, come il Ministro ha avuto modo di sottolineare, da un lato, dalla difficoltà di una concreta possibilità di acquisire risorse private provenienti dal territorio, che non può prescindere dall'effettivo coinvolgimento di tutti gli enti locali interessati; dall'altro, nel limite imposto nel modello operativo prescelto in relazione alle funzioni istituzionalmente proprie degli enti territoriali".

"Come ho avuto modo diverse volte di sottolineare – ha continuato Lion - si è trattato del primo caso in Italia dove il territorio è al servizio dell'infrastruttura e non viceversa, nonché di una situazione in cui una società di diritto privato, con capitale pubblico, era abilitata a sostituirsi, di fatto, agli enti locali (Regioni, Province e Comuni) nella facoltà di programmazione economica e urbanistica. Finalmente le cose stanno riprendendo il loro iter normale e trasparente: il Piano di Area Vasta, con le aree leader e con l'esproprio delle funzioni dei Comuni, viene finalmente seppellito".

"Da oggi è necessario utilizzare al meglio le risorse disponibili per portare a compimento le infrastrutture di cui le Marche hanno bisogno – ha concluso il deputato - Se necessario andrà anche rivisto e rettificato il progetto, dove, ad esempio, sono state faraonicamente ipotizzate quattro corsie e decine di chilometri di gallerie in tratti a basso transito di veicoli, ma in una zona ad alta valenza ambientale. In questo caso, si potrà lavorare ad una rettifica e al miglioramento del tracciato, magari ridicendolo a tre corsie, ma sicuramente portando a termine questa infrastruttura che, se fosse dipeso dal Governo Berlusconi, sarebbe rimasta nei bluff delle cosiddette Grandi Opere, opere cioè per le quali si tagliano i nastri prima delle elezioni, ma che poi sono destinate a rimanere incompiute perchè non finanziate".





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 ottobre 2006 - 1247 letture

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