Klezmer festival: la musica che unisce

2' di lettura 30/11/-0001 -
Anche il concerto di Giovanni Seneca, che ha chiuso con successo la tre giorni di Sarajevo, ha rappresentato un viaggio all’interno della musica che unisce. Un programma talmente apprezzato dal numerosissimo pubblico presente che è stato completato da ben tre bis richiesti a gran voce.

dall' Ass. Musica Klezmer


Il compositore e chitarrista, accompagnato da Giovanni Scaramuzzino al mandolino e da Eolo Taffi al contrabbasso, ha accompagnato i tanti intervenuti al Teatro Sartr in un percorso che, dalla musica klezmer, ha viaggiato tra i generi musicali più vasti e interessanti.

Un bel saluto alla città di Sarajevo che, anche nell’ultima giornata del Festival, ha risposto con entusiasmo alle iniziative. Persino nel pomeriggio quando c’è stata la proposta sicuramente più dura, ma lo stesso acclamata con applausi commossi al Cinema Meeting Point. Qui infatti è stato presentato per la prima volta il documentario-spettacolo di Roberta Biagiarelli, regia di Luca Rosini, “Souvenir Srebrenica”.

Un film, prodotto dalle Regioni Marche ed Emilia Romagna, che racconta il genocidio effettuato sulla popolazione mussulmana del 1995 in seguito alla conquista da parte dell’esercito della Federazione jugoslava. Quasi 8000 persone, ancora oggi non si è riuscito a fare un censimento preciso, uccisi a Srebrenica davanti agli occhi di 150 Caschi blu dell’Onu, lasciati inermi ed inutili.

Il film, che verrà riproposto anche ad Ancona durante la sessione italiana del Festival Klezmer (in programma dal 7 al 15 ottobre), racconta con passione e precisione tutto il percorso e il dramma vissuto 11 anni fa. Sempre a Sarajevo il presidente dell’Associazione musica klezmer Andrea Nobili, insieme all’assessore Ugo Ascoli e al consigliere dell’Emilia Romagna Gianluca Borghi, ha incontrato il presidente della Comunità ebraica della Bosnia, Jacob Finci.

Un appuntamento cordiale, durante il quale i rappresentanti bosniaci sono stati invitati a partecipare alle giornate anconetane del Festival. La giornata di lunedì, dedicata in buona parte al trasferimento a Banja Luka, ha visto ancora miscelarsi e compenetrarsi momenti sociali e culturali: alle 15.00 è stato infatti inaugurato il plesso termale per cure fisioterapiche e riabilitative di Slatina (operazione anche questa inserita nell’ambito del Programma di cooperazione decentrata “Tutela e reinserimento di minori con disabilità fisica e psichica e promozione di imprenditorialità sociale nel territorio della Federazione di Bosnia Erzegovina e della Repubblica Srpska").

Mentre alle 21.00 la Casa della Cultura ha ospitato il già apprezzatissimo concerto “Mutaforme” del Giovanni Seneca Trio. Con la musica del quotato maestro anconetano a rappresentare il punto di congiunzione tra le capitali delle due regioni della Bosnia ancora così distanti tra loro.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 settembre 2006 - 969 letture

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