Al via il Piano Energetico Ambientale per la Provincia di Ascoli

4' di lettura 30/11/-0001 -
"Il PEAR ha tracciato una strada, ora è compito delle Province e di tutto il territorio attuarne le scelte. Siamo la prima Provincia a dotarci di un Piano che vuole mettere a sistema i buoni risultati di azioni già avviate e mettere in campo altri interventi innovativi nel solco dei criteri fissati dalla Regione con il Piano Energetico Ambientale Regionale. Siamo per un benessere diffuso e per la riduzione dei danni ambientali. ”

dalla Regione Marche
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Così Massimo Rossi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno, che oggi in Regione ha illustrato in una conferenza stampa insieme all’assessore all’Ambiente della Provincia , Massimo Marcaccio, le linee guida di quello che sarà il nuovo Piano Energetico Ambientale provinciale. Anche questo strumento, come il PEAR, vedrà il contributo scientifico dell’Università Politecnica delle Marche – Dipartimento di Energia che, in virtù di un incarico affidato lo scorso 25 luglio, dovrà redigere il Piano entro sei mesi. Massimo Rossi ha anche sottolineato che la produzione di energia diffusa sul territorio consente uno sviluppo più omogeneo dello stesso, ricadute positive anche in termini occupazionali: ogni megawatt di potenza installata produrrebbe direttamente e indirettamente 16-17 occupati.

L’affidamento della stesura del Piano Provinciale di Ascoli Piceno in linea con le previsioni del PEAR – ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani – rappresenta il riconoscimento del buon lavoro svolto dalla Regione e questo è motivo di orgoglio e soddisfazione. E’ la prima Provincia a farlo, ma seguiranno le altre e poi i Comuni sopra i 50 mila abitanti. Un Piano che sarà a forte impronta ambientale e che seguirà i tre filoni stabiliti dal PEAR: risparmio energetico, fonti rinnovabili e co-generazione distribuita. Siamo sicuri che come il PEAR sta dando i risultati sperati, quello di Ascoli darà esiti positivi in termini di tutela ambientale e sviluppo del territorio.

L’importante è che proprio il territorio e la comunità ci creda con convinzione. Mettere in pratica queste azioni, prevedere impianti di produzione di energie di piccole-medie dimensioni è un obiettivo e una scelta di tutela dell’ambiente e di risparmio di costi. Non si tratta di accanimento ideologico – ha poi proseguito l’assessore regionale- ma di prendere coscienza che la politica energetica e ambientale nel mondo si attua attraverso le scelte adottate dal PEAR, non si può agire che così per difendere la qualità della vita e noi siamo orgogliosi di disporre di uno strumento molto avanzato rispetto ad altre realtà italiane ed europee e che si pone come modello per i parametri di rispetto del protocollo di Kyoto. I risultati positivi sono tangibili ad un anno dall’adozione: siamo già in grado di assicurare la copertura del 25% del fabbisogno energetico elettrico attraverso progetti in corso di realizzazione entro due o tre anni.

Non c’è bisogno di produrre energia elettrica attraverso grandi centrali, peraltro non previste dal PEAR, produzione che non contribuirebbe affatto all’abbattimento dei costi di energia elettrica per la nostra Regione che attualmente si colloca al 16° posto tra le regioni italiane.” Dello stesso avviso Fabio Polonara del Dipartimento Energia dell’Università Politecnica delle Marche, che ha ribadito come ormai le dinamiche europee in tema di energia suggeriscono che il vero sviluppo si realizza attraverso meccanismi di produzione energetica diffusa sul territorio.

La Provincia di Ascoli – ha detto l’ingegnere- ha spinto più di tutte le altre verso il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, consapevole che la tendenza che garantirà davvero l’abbassamento dei costi di produzione e la riduzione delle emissioni nocive è quella che vede una produzione di energia nel luogo dove viene consumata, vale a dire, dagli enti locali e poi dagli stessi cittadini, attraverso impianti di piccola dimensione . Marcaccio ha illustrato le azioni già realizzate dalla Provincia: tra le altre, l’assegnazione di fondi per gli impianti fotovoltaici ( finora una potenza installata di 6 megawatt e un investimento di 40 milioni che potrebbero arrivare a 65 e 11 megawatt ) e il monitoraggio delle caldaie per il riscaldamento domestico che ha rilevato 3000 impianti pericolosi. In futuro l’implementazione e la promozione di filiere agro- energetiche.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 settembre 2006 - 910 letture

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