Portorecanati: il ricordo della tragedia di Santa Rosa

30/11/-0001 -
In occasione del 60mo aniversario della “tragedia di Santa Rosa”, la piú terribile sciagura in mare mai accaduta nella storia di Mar del Plata, l’Unione Regionale Marchigiana, renderá omaggio ai sette marinai portorecanatesi caduti sul lavoro in quell’improvviso e luttuoso avvenimento di fine agosto del ’46.

dall' Unione Regionale Marchigiana di Mar del Plata


Il 2 di settembre alle ore 10.30 é prevista la scoperta di una targa ricordo in loro memoria in Piazza del Pescatore, nei pressi del porto. Sono stati invitati a partecipare della cerimonia, le autoritá comunali e consolari, i parenti degli pescatori scomparsi nonché la comunitá italiana e marchigiana, in particolare i portorecantesi che in gran numero risiedono nella cittá.

Le tragiche giornate del '46:
Era il 30 agosto 1946, festivitá di Santa Rosa. Finito lo sciopero che per piú di tre settimane aveva bloccato in assoluto l’attivitá peschereccia a Mar del Plata, c’era forte necessitá di andare in mare a prendere del pesce per procurarsi il sostegno. In quella giornata serena ma di clima rigido, senza alcun indizio di tempesta, 35 imbarcazioni si sono lanciate alla cattura in modo preminente dello squalo, varietá allora molto ricercata per lavorazione dell’olio di fegato che si esportava sopratutto agli Stati Uniti, in particolare nei tempi della Grande Guerra.

Ma per riuscire a trovare quella sorta di pesce nelle sponde marplatensi, occorreva navigare in oceano per varie ore verso il sud, con delle fragili navicelle di legno di quel tempo, e quindi lo sforzo si radoppiava e i rischi dell’operazione aumentavano pericolosamente. Tuttavia i marinai marplatensi sempre affrontarono questo tipo di sfide con grande determinazione e coraggio. Purtroppo in quelle travagliate giornate la furia del mare aveva soggiorato molti di loro.

In effetti, la stampa dell’epoca narrava che alle 8 della mattina del 31 agosto, si scatenó all’improviso una perturbazione atmosferica con pioggia e vento di fortissima intensitá che colpiva la zona costiera marplatense e non solo. Verso il mezzogiorno i venti da uragano provocavano onde fino agli otto metri di altezza. Nel corso di tutto il pomeriggio e con grande difficoltá cominciavano a rientrare in porto alcune imbarcazioni con gli scafi spezzati dall’estrema violenza della burrasca. In tanto l’angoscia e la paura pervase tra le famiglie dell’equipaggio che attendeva giorno dopo giorno nel luogo di sbarco.

Infine dopo una settimana di intense ma di vane ricerche, in cui solo si aveva riuscito a recuperare alcune salme restituite dal mare insieme a qualche relitto, fu conosciuta la sconvolgente dimensione della sciagura: una barca affondata, quattro definitivamente smarrite, molte irreversibilmente dannate, 5 i corpi ritrovati, 26 i marinai scomparsi, 8 i superstiti provvidenzialmente e numerose le famiglie distrutte in particolare quelle dei componenti del equipaggio del ‘Pumara’, tutti nativi di Porto Recanati (MC): Antonio Bugiolacchi, Luigi Caporaletti, Luigi Nocelli di Giovanni, Luigi Nocelli di Biagio, Emilio Scalabroni, Giovanni Scalabroni e Luigi Valentini, unica salma recuperata. La triste notizia del naufragio del imbarcazione ‘Pumara’ colpi duramente gli abitanti dell’allora piccolo villaggio portorecanatese dove fu unanime il cordoglio e le attestazioni di soliedaritá, in particolare verso i parenti delle vittime.

I sette sfortunati connazionali avevano qui emigrato perché spinti dalla mancanza di lavoro e la povertá nel natio loco, con la speranza di rientrare non appena le condizioni economiche lo permettessero, facendo intanto pervenire delle rimesse a loro famiglie rimaste in paese. Ma il destino purtroppo aveva riservato per questi eroi caduti sul lavoro altrove, un’altro traguardo, nell’immensitá del mare, lontan dagli occhi, lontan dal cuore.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 agosto 2006 - 995 letture

In questo articolo si parla di porto recanati