Fano: ripresi gli scavi nel convento di San Filippo

30/11/-0001 -
In occasione dei lavori di ristrutturazione della scuola “Luigi Rossi” per la creazione della Biblioteca Contemporanea Multimediale Federiciana-Fondazione Montazione, sono ripresi gli scavi archeologici che già alla fine del ‘800 avevano portato al rinvenimento di numerose strutture di età romana su cui sorgeva il Convento di San Filippo (successivamente demolito).

di Ilario Taus


Gli scavi, avviati grazie alla stretta collaborazione fra la Fondazione Montanari, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e il Comune di Fano, sono effettuati da un’équipe di archeologi del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna, diretta dal prof. Sandro De Maria.

L’intento di queste prime indagini è quello di verificare l’attendibilità della documentazione prodotta alla fine dell’800 in rapporto a quanto ancora visibile e quanto sta emergendo nel corso dello scavo. Sulla base dei primi dati, sembra che l’interpretazione delle strutture romane, fino ad ora comunemente accolta, debba essere in gran parte rivista.

In realtà, ciò che era stato interpretato come una palestra affiancata ad un quartiere termale (con annessa grande piscina) appare ora come un’area pubblica, dotata di un ampio peristilio porticato, su cui gravitava un edificio su alto podio, con probabile funzione sacra o civile.

E’ apparso subito evidente, inoltre, come la costruzione della suddetta area pubblica abbia comportato la demolizione di probabili unità abitative di età precedente.

La connotazione civile del sito sembrerebbe confermata non solo dal rinvenimento di marmi pregiati, che rivestivano pavimenti e pareti, ma anche dal fatto che proprio da quest’area proviene il ciclo statuario imperiale, oggi esposto al Museo Civico Archeologico di Fano.

Primo obiettivo di queste indagini è quello di portare un ulteriore contributo alla comprensione dell’urbanistica di Fano in età romana. E’ prevista, inoltre, grazie allo sforzo fattivo dei suddetti enti, una sistemazione dell’area che consenta fruizione e valorizzazione delle strutture archeologiche più significative.


Resti di pavimento romano “a spina di pesce” e di strutture pertinenti a varie epoche storiche (dall’età romana a quella moderna).
SOPRA: Resti di antico pozzo romano. Caduto in disuso, il pozzo fu riempito con materiale di scarico, fra cui un capitello di tipo dorico (pertinente all’antico portico).





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 agosto 2006 - 2936 letture

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