Urbania: ferragosto tra le mummie

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Un museo dal gusto un po’ macabro, dove poter osservare 18 mummie: è la Chiesa dei Morti di Urbania. Una proposta alternativa per trascorrere un’insolita giornata di Ferragosto, immersi nel fascino del centro storico dell’antica Casteldurante, l’odierna Urbania, celebre per le sue ceramiche, l’imponente Palazzo Ducale con il suo museo e sotterranei, facendo però tappa nella cripta misteriosa dove i corpi di comuni mortali vi dimorano da quattro secoli.

dalla Provincia di Pesaro e Urbino
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La storia ha inizio nel lontano 1567 quando ad Urbania, l’allora Casteldurante, è nata la Confraternita della “Buona Morte”. Sotto il patronato di San Giovanni Decollato, 120 fra laici e religiosi, promulgarono, assieme al Cardinale Giulio Feltrio della Rovere, lo statuto della Confraternita, composto da ben 31 capitoli. Scopo preciso del pio sodalizio era il trasporto gratuito dei cadaveri, l’assistenza ai moribondi e specialmente ai giustiziati, la registrazione in appositi libri dei defunti e la distribuzione delle elemosine ai parenti dei defunti. La sepoltura dei corpi avveniva nel retro della piccola chiesa, in un terreno adibito a cimitero.

Nei primi anni del 1800, Napoleone Bonaparte, emanò un editto (Saint Cloud) che istituiva i cimiteri extraurbani per ragioni sanitarie. Partirono anche nel piccolo cimitero di Urbania i lavori di riesumazione dei corpi che, incredibilmente, riaffiorarono intatti. Nel 1833, i 18 corpi mummificati, furono esposti dietro l’altare della Cappella che da allora prese il nome di Chiesa dei Morti. Solo negli anni ‘60-’70, alcuni antropologi e biologi diedero una spiegazione scientifica del fenomeno. Sembra infatti che una particolare muffa (hipha bombicina pers) ne abbia provocato l’essiccazione. In pratica i corpi, oltre alla struttura scheletrica hanno la pelle, gli organi, in alcuni casi i capelli, gli organi genitali …

Oltre a ciò, ognuno dei 18 personaggi, nasconde vicende e storie di sorprendente rilevanza. Al centro del gruppo il priore Vincenzo Piccini, la moglie e il figlio. Tra le mummie quella del fornaio detto “Lunano” e della donna morta per parto. A seguire si trova un giovane accoltellato in una veglia danzante, con lo squarcio della lama; poi l’impiccato. Fra tutti spicca il corpo di chi, si racconta, fu sepolto vivo in stato di morte apparente e si risveglio nella tomba.

In questi ultimi anni anche una equipe del National Geographic ha fatto tappa nella cripta delle mummie, studiandone il fenomeno e realizzando una reportage televisivo. Dagli studi è emerso che Canonico Muscinelli, uno delle mummie, aveva sicuramente il diabete; presenti invece acute forme di artrite in diverse mummie. Tra le probabili cause di decesso di alcuni corpi: la polmonite.

A rivelare la scoperta il polmologo Ron Beckett ed il radiologo Jerry Conlogue, supportati da un’equipe di antropologi, che per diversi giorni hanno studiando i corpi. Gli studiosi hanno lavorato duramente per la realizzazione di una intera puntata del programma “The mummy roadshow” (la strada delle mummie), fortunata serie scientifica-umoristica dedicata alle mummie già andata in onda sul National Geographic Channel (Stream).

Il responso ufficiale sulla veridicità della conservazione, dovuta ad un fungo presente nel terreno dove erano sepolti i corpi, l’esatta morte di ogni singola mummia e soprattutto i nuovi risvolti scientifici che potrebbero emergere dagli studi effettuati, verranno resi noti presto, quando arriverà il plico di documenti dall’America.

Raggi x, endoscopie e analisi fisiologiche sono state già effettuate sul posto, ma la verità sulle mummie di Urbania è legata alle analisi previste nei laboratori americani sui tessuti prelevati da alcuni corpi. Il fine è quello di idratare la piccola parte asportata e scoprire, con esattezza, da cosa è dovuta la conservazione. Raccolti anche alcuni campioni di terreno, nel retro della chiesa, dove un tempo sorgeva il cimitero e dove sono stati riesumati i 18 corpi trovati intatti.

Sul caso del sepolto vivo e la donna morta di parti cesareo l’equipe non si sbilancia, ma dalle loro faccia traspare una chiara perplessità sulla storia legata alla triste fine di quelle due persone.

Prosegue così la storia dei 18 corpi mummificati e conservati nella chiesa dei Morti di Urbania, spetta al turista ferragostano scoprirne di più sull’insolito museo, dove si può ammirare anche il lampadario fatto di ossa e teschi. La chiesa dei morti è aperta dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.

Infolinee: Ufficio turismo Urbania 0722.313141





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 agosto 2006 - 5869 letture

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