Ancona: migliora il rating 2006 della Provincia

30/11/-0001 -
Il rating rappresenta la capacità di un ente di fronteggiare i propri impegni finanziari, sia in termini di pagamento degli interessi che di restituzione del capitale; è come “il certificato di garanzia” dell’ente, il suo biglietto da visita, uno strumento per una migliore trasparenza verso i cittadini correlato all’autonomia dell’ente.

dalla Provincia di Ancona
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E’ anche uno strumento di confronto con le altre realtà territoriali e può essere utilizzato come catalizzatore degli investimenti, in quanto fa riferimento all’affidabilità dell’economia del territorio dell’ente locale.

I principali criteri di analisi riguardano la situazione demografica ed economica, l’organizzazione amministrativa (con le priorità politiche e di gestione), la flessibilità finanziaria e le situazioni di bilancio, il livello e la composizione dell’indebitamento, le eventuali passività di bilancio e la comparazione con realtà similari in Italia e in Europa.

Negli anni dal 2000 al 2006, la Provincia di Ancona ha visto un costante e continuo miglioramento del rating passando da A meno con prospettive stabili nel 2000 ad A meno con prospettive positive nel 2001, ad A con prospettive stabili nel 2002, ad A con prospettive positive nel 2004 fino ad A più con prospettive stabili di luglio 2006.

“Tali lusinghieri e continui miglioramenti – afferma l’Assessore al Bilancio, Catraro, da pochi giorni impegnato in nuove competenze - sono stati ottenuti a seguito delle linee guida adottate nelle politiche di bilancio improntate all’invarianza tariffaria impositiva, al contenimento della spesa corrente e al forte sviluppo degli investimenti attuati anche con una buona capacità di autofinanziamento; tale politica di bilancio ha consentito di non appesantire il livello del debito che si è ridotto rispetto al livello delle entrate correnti”.

“In sostanza, la Provincia di Ancona
- dichiara il Presidente Giancarli - nell’attuazione del programma di mandato, ha adottato una equilibrata politica finanziaria corrente e di investimento al fine di combinare equilibrio economico e finanziario con ricadute in termini di benefici sociali e competitivi per i territori rappresentati con una linea guida orientata alla programmazione e al coordinamento dello sviluppo locale con gli attori chiamati a partecipare in maniera attiva.

Il tutto rivolto a favorire la ripresa e il consolidamento di quel diversificato dinamismo economico del territorio evidenziato da indicatori favorevoli quali il basso tasso di disoccupazione rispetto al dato nazionale ed un pil pro capite superiore alla media europea”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 luglio 2006 - 889 letture

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