''La casa a Maltone'' - il fascino di un itinerario tra le case di terra

30/11/-0001 -
Dell'antica tecnica di murare con la sola terra impastata alla paglia restano, nelle Marche, vari esempi, alcuni dei quali estremamente significativi anche nella provincia di Ancona, in particolare lungo le vallate del Cesano, Misa e il Nevola, nello Jesino, fino al confine con la provincia di Macerata.

dalla Provincia di Ancona
www.provincia.ancona.it


Come si sa, varie sono le tecniche per realizzare una struttura muraria in terra cruda.

Una, molto diffusa, comincia col tracciare un solco nel terreno, ai lati del quale vengono inserite due tavole di legno. Dentro questo solco viene gettata l’argilla impastata con la paglia e lo sterco di vacca, che è poi pigiata con i piedi o con un attrezzo di legno, il mazzapicchio. Quando l’impasto si é indurito, si smonta il tavolato e, con lo stesso procedimento, sul primo strato, se ne fa un secondo. L’armatura viene, via via, spostata in alto sino a raggiungere l’altezza desiderata.

Un’altra tecnica è quella di realizzare la muratura con blocchi di grandi dimensioni costituiti di terra impastata a paglia e usati come grossi mattoni. Per farli viene impiegato un apposito stampo di legno.

Edifici costruiti con queste antiche tecniche, che i documenti d’archivio e le carte catastali classificano come “case a maltone”, se ne vedono anche nell'entroterra anconetano, tra le valli del Cesano e del Misa, con esemplari significativi soprattutto nei comuni di Senigallia, Monterado, Castelcolonna, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Morro d'Alba, Monteroberto, Cupramontana, Castelplanio, Monte San Vito, Jesi, Filottrano, fino ai confini con i territori del Maceratese, verso sud, e del Pesarese, verso nord.

Si tratta di abitazioni, capanni, essiccatoi per il tabacco e altri manufatti che esprimono a tutto tondo l'antica tecnica del costruire con la terra cruda anche in questa parte della regione marchigiana. Sono manufatti ormai rarissimi, tant'è che due di questi, a Ostra Vetere e a Monte Roberto , sono stati addirittura restaurati da parte della Soprintendenza ai Monumenti di Ancona.

Di tutto questo si parla nel libro dal titolo “La casa a Maltone” (Metauro Edizioni) realizzato con il contributo della Provincia di Ancona. “Un patrimonio, frutto di una tradizione e di una cultura – scrivono il presidente, Enzo Giancarli e l’Assessore al Turismo, Luciano Montesi in prefazione - di chi sapeva utilizzare al meglio le risorse del territorio che al territorio ritornavano senza ferirlo”.

Il volume indaga il fenomeno, sia storicamente che architettonicamente, fornendo - alla fine - anche un itinerario di visita che può contribuire alla scoperta del territorio e del paesaggio rurale dell’entroterra anconetano, coinvolgendo anche le strutture museali legate alla cultura rurale.

Questo curioso itinerario parte dal Museo di Storia della Mezzadria “Sergio Anselmi”, di Senigallia per dirigersi poi verso l’interno con sosta al Museo delle terre marchigiane di San Lorenzo in Campo e al Museo delle Terrecotte di Fratte Rosa (dove l'estate scorsa è stato istituito il primo museo marchigiano dedicato alle case di terra).

Si visitano poi la restaurata casa di terra di Ostra Vetere, lo storico Museo delle arti e tradizioni popolari di Sassoferrato, i musei di Fabriano, Cupramontana, Staffolo e Filottrano, per poi far ritorno alla costa adriatica, attraverso il Museo Utensilia di Morro d’Alba.

Un itinerario dunque alla scoperta delle ultime antiche testimonianze del costruire con la terra cruda, che può fornire anche l’occasione per visitare e guardare in maniera diversa le strutture museali legate ai luoghi agricoli di questa provincia marchigiana.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 luglio 2006 - 1514 letture

In questo articolo si parla di provincia di ancona, ancona, case