Fano: il parcheggio e il futuro utilizzo dei locali della Caserma Paolini

30/11/-0001 -
Prosegue la “luna di miele” tra le associazioni dei commercianti e l’Assessore Carloni.

da Lupus in Fabula


Ricordiamo che subito dopo l’insediamento della Giunta, Carloni, in forza di una promessa elettorale, aveva dato il via libera ai parcheggi sotto le mura romane di Via G. Cesare. A nulla sono servite le proteste di provenienti da vari settori della società fanese, e nemmeno l’intervento della Sovrintendeza di Ancona ha potuto impedire il deturpamento delle mura da poco restaurate.

Nel caso della Caserma Paolini, è difficile essere contrari all’utilizzo del piazzale quale parcheggio per auto e (aggiungiamo noi) moto, al servizio del Centro storico. Va osservato però che la tempistica non è delle migliori. Proprio mentre la vita cittadina si sposta al mare, ed il centro si svuota, arriva un nuovo “serbatoio” per auto con la garanzia di uso per soli due mesi.

Inoltre la preparazione del nuovo parcheggio richiede soldi e energie che sarebbe stato meglio spendere per ridipingere i passaggi pedonali, che sono scomparsi quasi ovunque, con grave pericolo per i pedoni. Questa è una vera emergenza per la quale chiediamo impegno e risorse straordinarie, per evitare che siano sempre i più deboli (bambini, anziani, diversamente abili) a rimetterci. Tuttavia il nuovo parcheggio nella Caserma, se dovesse essere confermato in via continuativa, offre quella disponibilità di posti auto richiesta da tempo dai commercianti, per cui diventa un imperativo la veloce pedonalizzazione di tutto Centro Storico, a partire da Via da Serravalle, che gli stessi esercenti, poco prima dell’inaugurazione, avevano chiesto di chiudere al traffico. Anche la sosta lungo i controviali di Via Gramsci dovrà essere rivista: potrebbe essere trasformata a pagamento, o addirittura eliminata.

Insomma, il parcheggio e il futuro utilizzo dei locali della Caserma Paolini impone ad un generale ripensamento della viabilità e dell’arredo urbano di tutta la zona.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 luglio 2006 - 1714 letture

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