No, agli impianti di termovalorizzazione. Si alla raccolta differenziata spinta

30/11/-0001 -
Ancora una volta scelte politiche miopi in campo ambientale porteranno gravissime conseguenze sulla salute dei cittadini marchigiani e sull’ambiente, se non ci sarà un coraggioso e meritorio dietro-front.

da David Fiacchini
naturaetratio.blogspot.com


Questa volta è il problema dei rifiuti a tornare di scottante attualità per noi e per le generazioni future: come sempre non si ragiona sulle cause prime del problema di turno (produzione di rifiuti), ma sugli effetti (discariche) e allora … ecco il via libera agli inceneritori camuffati da impianti di trattamento del rifiuto secco (Maiolati Spontini, bacino gestito dal CIR 33, dove confluiranno anche i rifiuti delle valli Misa e Nevola) e termovalorizzatori (Ancona, bacino 1).

Perché affidare la nostra salute e quella degli ecosistemi in cui viviamo a quattro politici “ignoranti”?

Chi è stato eletto dalla maggioranza dei cittadini di un Comune, di una Provincia o di una Regione, non dovrebbe prendere decisioni lungimiranti a tutela della comunità intera?

Ha senso, nel 2006, costruire inceneritori “moderni” quando in gran parte del mondo ci si sta accorgendo dell’inutilità e della dannosità di questi impianti, riconvertendoli o distruggendoli?

Cosa c’è dietro l’affaire dei rifiuti qui nelle Marche?

Mi piacerebbe che qualche politico più o meno rampante delle nostre Istituzioni locali possa rispondere a questi semplici interrogativi senza retorica o giochi di parole, ma con sincerità e franchezza.

Qualcuno si starà chiedendo: bene, in linea di principio possiamo anche essere d’accordo con te, ma allora come facciamo a risolvere il problema rifiuti se non si vogliono discariche né inceneritori-termovalorizzatori?

Semplicemente con il buonsenso. Perché con una raccolta differenziata “spinta” (recupero di tutti i materiali riciclabili e compostaggio della frazione organica) si supera tranquillamente l’80% del totale dei rifiuti prodotti: ci sono esempi tutti italiani (dal Nord al Sud, senza distinzione geografica, demografica, produttiva) che meritano di essere copiati, applicati, migliorati.

E il 20% che rimane, dove lo mettiamo?

Si elimina all’origine, incentivando la produzione di merci e prodotti solo ed esclusivamente riciclabili in ogni loro parte. Con le moderne tecnologie tutto questo è possibile, anzi è già una realtà. E’ questo, alla fine, il concetto di sviluppo sostenibile applicato alla gestione delle merci: al bando l’oggetto che appena prodotto è già un rifiuto non riciclabile, sì ai materiali riutilizzabili, recuperabili, riciclabili. Il problema dei rifiuti si risolve all’origine, senza bruciare materiali recuperabili e senza spargere inquinanti ovunque!

A questo punto, però, ci vuole una forte “coscienza popolare” che possa dire un chiaro e forte NO agli impianti di termovalorizzazione di Maiolati Spontini e di Ancona. Nelle Marche abbiamo già un produttore di diossine, furani e polveri sottili (Cosmari, Tolentino, Macerata). Facciamolo non solo per noi, ma per i nostri figli e i nostri nipoti.

NO alle scorciatoie facili-facili in campo ambientale, NO agli intrallazzi politico-imprenditoriali, NO allo sviluppo insostenibile.

SI alla raccolta differenziata, SI al buonsenso, SI alla salute nostra e dell’ambiente che ci circonda, SI ad una politica ambientale lungimirante.

Amici, conoscenti, lettori sconosciuti, Associazioni, Comitati, Partiti, singoli cittadini … è arrivata l’ora di farci sentire nelle sedi appropriate, non deleghiamo ad altri il compito morale e civile di chiedere con voce decisa ai nostri amministratori e politici l’applicazione di scelte che tutelino in tutto e per tutto la salute e l’ambiente! Se non ci muoviamo adesso, domani sarà già “troppo tardi” (altri soldi sprecati per costruire impianti dannosi, altri inquinanti sparsi nelle nostre campagne, altre PM10 e PM5 da respirare in città, …).





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 giugno 2006 - 1357 letture

In questo articolo si parla di rifiuti, david fiacchini