Legambiente e WWF smentiscono Rocchi sul calendario venatorio

3' di lettura 30/11/-0001 -
WWF Marche e Legambiente Marche smentiscono categoricamente le affermazioni di Lidio Rocchi.

di WWF e Legambiente Marche


In merito al calendario venatorio 2006-07 appena approvato dalla Regione infatti, il consigliere regionale con delega alla caccia ha parlato di “un calendario concertato con le associazioni ambientaliste”, ma le due associazioni tengono a precisare di non esser mai state invitate né coinvolte in alcun modo alla sua elaborazione.

Spiace constatare – affermano WWF e Legambiente – che si prosegue senza alcuna giustificazione nel rifiuto del confronto e della concertazione della politica faunistica regionale, precludendo così l'importante contributo delle associazioni ambientaliste e anche di quelle agricole a questi temi.

Già nel dicembre scorso, di fronte alla proposta di modifica della L.R.7/95, le rappresentanze regionali delle associazioni ambientaliste, venatorie e di categoria agricole, si erano mobilitate affinché se ne bloccasse l'iter e si aprisse una fase di confronto e concertazione con tutti gli attori coinvolti nella gestione faunistica. Ciononostante, oggi il copione si ripete con la maldestra approvazione d'un calendario venatorio che non ci ha visto minimamente coinvolti e del quale non condividiamo neanche i contenuti. Contiene infatti, ancor più che negli anni precedenti una spropositata apertura a una concezione estremista dell'attività venatoria, che non tiene in alcun conto la gestione sostenibile delle risorse faunistiche, la biologia e l'impatto della caccia sulle popolazioni animali della regione.

Ecco perché, oltre a smentire seccamente le affermazioni del consigliere Rocchi – continuano Legambiente e WWF regionali – chiediamo con forza la sua rimozione dall'incarico di consigliere delegato per caccia e pesca e la ridiscussione del calendario venatorio con la consultazione delle associazioni ambientaliste e di tutti i soggetti interessati, sottolineando inoltre che la gestione dell'Assessorato alla caccia condotta finora dal Presidente Spacca appare inadeguata e non rispondente alle molte urgenze che invece andrebbero risolte.

Paradossalmente – aggiungono WWF e Legambiente – contro il calendario appena approvato dalla Giunta si è sollevata anche buona parte del mondo venatorio regionale (si veda la contrarietà espressa dalla sez. regionale di Libera Caccia): un'ulteriore dimostrazione dell'insostenibilità di questo approccio che lascia fuori gli ambientalisti, ma non incontra nemmeno il favore di tutti cacciatori, se non di quelli appartenenti alle “frange più estreme”.

E' ora che nelle Marche - concludono Legambiente e WWF – si dia un taglio a una politica faunistica di tipo elettoralistico-populista, e che si costruisca un vero assessorato regionale alla caccia, meglio se collegato all'ambiente o all'agricoltura, come già avviene in altre regioni d'Italia più avanzate della nostra in questo settore, poiché le politiche faunistiche sono una questione ambientale e non un “far west di caccia ai voti”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 giugno 2006 - 1034 letture

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