Istituzioni e dottori a confronto per il Convegno Apo Marche

30/11/-0001 -
Con l’ultimo dei tre incontri, svoltosi ad Ancona presso la sede della Regione Marche, si è concluso, il 19 aprile scorso, il Seminario sul tema: "La Medicina Omeopatica: Medicina Complementare o non Convenzionale", organizzato dalla Delegazione dell'Associazione Pazienti Omeopatici delle Marche, con la collaborazione del Centro Servizi Volontariato e della Regione Marche.

dal Centro Servizi per il Volontariato


Lo scopo dell’A.P.O., con questo impegnativo convegno, è stato quello di contribuire alla diffusione della conoscenza della Medicina omeopatica ed a sensibilizzare le Istituzioni al riconoscimento del diritto alla libera scelta terapeutica, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Con l’ultimo dei tre incontri, svoltosi ad Ancona presso la sede della Regione, si è concluso il 19 aprile scorso il Seminario sul tema: "La Medicina Omeopatica: Medicina Complementare o non Convenzionale", organizzato dalla Delegazione dell'Associazione Pazienti Omeopatici delle Marche, con la collaborazione del Centro Servizi Volontariato e della Regione Marche (i due precedenti sono stati realizzati in febbraio e marzo a Civitanova Marche).

"La Medicina omeopatica nell'applicazione clinica sull'uomo, sugli animali e sulle piante. Legislazione in corso" è stato il tema di questo convegno con il quale si è voluto celebrare la Giornata Mondiale della Medicina Omeopatica (M.O.) che ricorre il 10 aprile, anniversario della nascita del fondatore di questa Medicina, Christian Friedrich Samuel Hahnemann.

Dopo aver salutato tutti gli intervenuti, tra i quali gli Assessori della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande Esposto e Stefano Gatto - che hanno auspicato una proficua collaborazione con l’A.P.O. - la Delegata per le Marche, Daniela Salvucci, ha presentato al numeroso ed attento pubblico gli scopi e gli obiettivi dell’associazione, fra i quali la diffusione dei principi della M.O. per una scelta consapevole di un metodo di cura efficace e non tossico, mettendo in risalto l’attenzione sull’Uomo e la Natura.

Attenzione che il Legislatore ha posto nei confronti degli animali da reddito della filiera biologica, con decreto di recepimento del Regolamento dell’Unione Europea del 1999, del Ministro alle Politiche Agricole e Forestali del 4 agosto 2000, dove si fa “obbligo al vetrinario di curare animali ammalati o feriti dando la preferenza a prodotti omeopatici”.

La Delegata ha quindi evidenziato la differenza tra l’animale, “paziente” di serie “A”, e l’Uomo, “paziente” di serie “B” per il quale non esiste alcuna legge che tuteli il diritto alla salute ed alla scelta terapeutica. E’ per quest’ultimo motivo che l’A.P.O ha aderito al Comitato di Consenso e di Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia, che porta avanti il discorso per il riconoscimento della Medicina omeopatica.

Tra i massimi esponenti della Medicina omeopatia italiana invitati, il dr. Stefano Buffetti ha illustrato tre casi di psoriasi trattati con la M.O., specificando che, grazie a questa Medicina, si possono trattare anche casi difficili, confutando quanti la giudicano una Medicina per piccole o comuni patologie.

Il dr. Franco del Francia, Direttore della Scuola Superiore Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica "Rita Zanchi" di Cortona, ha esposto l’importanza della formazione dei medici veterinari omeopati i quali, curando grandi allevamenti di animali da reddito devono, in quanto tali, rendere produttivi in brevissimo tempo fornendo, al contempo, prodotti di ottima qualità.

Il dr. Roberto Orsi, secondo medico veterinario intervenuto, ha parlato di animali di affezione (cani, gatti), esclusivamente curati con la M.O.

Sia per gli animali da reddito che per quelli d'affezione è stata sottolineata l’assoluta infondatezza dell’effetto placebo. Ancora più interessante, sotto quest’aspetto, è stato l’intervento della dott.ssa Lucietta Betti, dell’Università di Bologna, che ha illustrato lo studio sperimentale, sovvenzionato dalla Regione Marche, dell’applicazione terapeutica sulle piante; dagli esperimenti in corso emerge, come dato importante, una diversa reattività delle piante trattate con rimedi omeopatici in doppio cieco, e con diluizioni oltre il numero di Avogadro (diluizioni in cui non vi è più neppure una molecola della sostanzainiziale).

Il dr. Pindaro Mattoli ha illustrato il ruolo della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopatici (F.I.A.M.O.) che riunisce in Federazione le associazioni omeopatiche italiane e i singoli medici omeopati operanti in Italia; promuovendo una corretta e qualificata formazione professionale primaria e permanente dei medici omeopati.

Obiettivo, quest’ultimo, ribadito anche dal dr. Renzo Galassi, Direttore dell’Accademia Hahnemanniana Marchigiana nella quale da diversi anni sono previsti corsi triennali per la formazione di medici omeopati qualificati; lo stesso ha, pertanto, sottolineato la differenza fra un simile insegnamento con dei mini corsi pseudo-formativi. In qualità di Presidente per l’Italia della Liga Medicorum Homeopathica Internationalis, che dal 1925 riunisce tutte le Associazioni Mondiali di M.O., ha inoltre elogiato l’A.P.O. per aver raccolto il suo invito a celebrare la Giornata Mondiale dell’Omeopatia, come avviene nel resto del Mondo.

Il Dr. Paolo Roberti, Coordinatore del Comitato Permanente di Consenso e di Coordinamento per le Medicine non Convenzionali in Italia, che rappresenta circa 12.000 tra medici, odontoiatri e veterinari delle discipline riconosciute dalla Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e cioè: Agopuntura, Medicina Omeopatica, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Medicina Ayurvedica, Medicina Tradizionale Cinese), ha sottolineato l’importanza di fare una legge che stabilisca le condizioni necessarie per tutelare sia la figura del medico che del paziente. Ha infine messo in risalto il ruolo svolto dal Comitato quale referente tecnico della proposta di legge presentata nell’ultima Legislatura.

Lo scopo dell’A.P.O., con questo impegnativo convegno, è stato quello di contribuire alla diffusione della conoscenza della Medicina omeopatica ed a sensibilizzare le Istituzioni al riconoscimento del diritto alla libera scelta terapeutica, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 aprile 2006 - 2639 letture

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