Teatro Sanzio di Urbino: La locandiera di Carlo Goldoni

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Martedì 4 e mercoledì 5 aprile il Teatro Sanzio di Urbino ospiterà La locandiera di Carlo Goldoni con Mascia Musy per la regia di Giancarlo Cobelli.

da Amat


Lo spettacolo è proposto nell’ambito della stagione promossa da Comune e Amat e in sostituzione di E la notte canta (previsto al Teatro Sanzio il 5 e 6 aprile) la cui produzione è stata sospesa dal Teatro Stabile delle Marche. Dopo Urbino, lo spettacolo sarà in scena anche al Teatro Lauro Rossi di Macerata sabato 8 e domenica 9 aprile.

Nel 2007 ricorre il trecentenario della nascita di Carlo Goldoni forse il più importante autore italiano teatrale di tutti i tempi. Tra gli innumerevoli testi che ha scritto, uno dei suoi capolavori è senz'altro La Locandiera. Il 22 aprile 1979 Giancarlo Cobelli in occasione dell'inaugurazione del Teatro Goldoni di Venezia appena restaurato, allestì una celebre edizione de La Locandiera, con Carla Gravina protagonista.

Lo spettacolo conobbe un tale successo da essere rappresentato per ben tre stagioni di seguito. Quello spettacolo "passò alla storia"; fu infatti salutato dall'ambiente teatrale come una svolta nelle regie goldoniane. Non ne veniva fuori una Mirandolina raffinata, come per esempio quella Morelli-Visconti che pure rivoluzionò tanti luoghi comuni goldoniani, ma un personaggio - e uno spettacolo - duro e elegante un po' "noir", con una forte componente erotica e di conflitto sociale. Ne fu fatta una versione televisiva il cui DVD nello scorso dicembre è stato commercializzato da RaiCinema-01 nelle librerie e ha riscontrato un enorme successo.

Molti anni dopo lo stesso regista sceglie Mascia Musy, per rinnovare questo suo capolavoro. Il ruolo che fu di Pino Micol è ora interpretato da Francesco Biscione, la parte del Marchese è affidata a Paolo Musio, il Conte è Massimo Cimaglia e Fabrizio Andrea Benedet.

La locandiera è una delle più significative opere di Goldoni: un vivace ritratto sociale, un affondo nel realismo, nell’umanità confusa da ambizioni e frustrazioni che agisce in una società già profondamente commerciale, in cui il ‘dio denaro’ comincia ad imporre le proprie regole, a dettare distanze e nuove classi sociali. Mirandolina, la locandiera del titolo, ne è la protagonista. Una donna, ma soprattutto una sorta di proto-imprenditrice, tanto da poter parlare di un sentore di femminismo ante litteram. La locandiera è sempre stata un banco di prova per registi capaci di leggere in filigrana un’opera che non finisce mai di affascinare. Come è il maestro Giancarlo Cobelli, artista eclettico che ha attraversato gli ultimi cinquant’anni dello spettacolo italiano segnalandosi al pubblico e alla critica per il gusto graffiante e parodistico, sovrapponendo la smorfia al sorriso disincantato e talvolta grottesco.

La lettura di Cobelli diffida dei toni leggeri della commedia per indagare proprio i grandi cambiamenti sociali, in un passaggio di secolo segnato dalla Rivoluzione Francese e dai primi scontri di classe e di sesso. Ne esce una nuova Mirandolina: donna aperta al cambiamento, sorta di manager che rifiuta duramente pizzi e nobiltà settecentesche. Scrive il regista: “Come la Rivoluzione francese ha traghettato il vecchio mondo verso un rinnovamento, così Mirandolina, futura incarnazione di una intraprendente donna d’affari, spalanca la finestra al nuovo secolo e ne scaraventa fuori merletti, parrucche, jabeaux, tricorni e bautte, reperti di un Settecento in agonia”.

Gli altri protagonisti dello spettacolo – prodotto da Teatro Moderno, Europa Duemila, Teatro Stabile del Veneto – sono Alessandra Celi, Federica De Cola, Antonio Fermi, Vincenzo Rollo, Peppe Sottile, Antonio Burgio.

Informazioni e biglietti:
botteghino Teatro Sanzio tel. 0722.2281, Teatro Lauro Rossi tel.0733 230735, Amat tel.071.2072439
www.amat.marche.it
Inizio spettacolo ore 21.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 marzo 2006 - 1797 letture

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