Fermo: L’uomo la bestia e la virtù di Luigi Pirandello

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Venerdì 31 marzo la stagione del Teatro dell’Aquila di Fermo – promossa dal Comune e dall’Amat – propone come spettacolo fuori abbonamento L’uomo la bestia e la virtù di Luigi Pirandello diretto ed interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi.



Lo spettacolo dà anche avvio al progetto di introduzione al teatro “Scuola di platea” indirizzato agli studenti del Liceo Scentifico T. C. Onesti di Fermo e promosso dal Comune di Fermo / Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Amat. Il lavoro su L’uomo la bestia e la virtù si articola in tre momenti: un seminario preliminare, “Appunti per una lettura di L’uomo la bestia e la virtù di Pirandello”, curato da Federica Savini, Daniela Rimei e Paolo Orologi (studenti della cattedra di Storia del Teatro e dello Spettacolo del Prof. Gilberto Santini presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”) che si è svolto il 27 marzo, la visione dello spettacolo e un incontro con la compagnia, “Dentro L’uomo la bestia e la virtù”, sabato 1 aprile presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico T. C. Onesti.

La trama è semplice: il mite professor Paolino ama segretamente la signora Perella moglie di un brutale (e fedifrago) capitano di lungo corso, quasi sempre lontano dalla famiglia. Una gravidanza inattesa costringerà i due amanti a sfruttare l’unica notte trascorsa a casa dal capitano per fargli assolvere, tramite occulta somministrazione di afrodisiaco, i propri doveri coniugali, evitando così lo scandalo pubblico e la furia animalesca del marito. Definendo “una tragedia annegata nella farsa” la sua pièce del 1919 L’uomo, la bestia e la virtù, Pirandello richiamò implicitamente la poetica espressa dieci anni prima nel celebre saggio L’umorismo, in cui la sofferenza umana veniva condannata a un limbo sospeso tra risata e amarezza chiudendo le vie di fuga verso catarsi classiche o titanismi shakespeariani.

Scrivono Vetrano e Randisi nelle note allo spettacolo: “Il nostro lavoro su Pirandello, cominciato con la scommessa riuscita di andare oltre la rappresentazione de Il berretto a sonagli e di superare i “limiti” della vicenda narrata, aprendo possibili squarci su altre dimensioni e visioni, prosegue con questa messinscena di un testo molto particolare, quasi un unicum della produzione pirandelliana.
Mai come in questo testo infatti la drammaturgia di Pirandello incontra e si esprime col linguaggio del grottesco e fa nascere un apologo - come lo stesso autore ha voluto definirlo - una favola allegorica o - per citare Marco Praga - “sotto l’apparenza della farsa… una satira tragica e atroce … una mascherata da trivio imposta ai valori astratti, morali e religiosi dell’umanità.”
La situazione che ci racconta è di quelle, tanto care al nostro Autore, al limite del possibile eppure credibilissime, paradossale risvolto di quella società claustrofobica e piena di convenzioni che Pirandello ha saputo scardinare pezzo dopo pezzo coi suoi affondi letterari e teatrali. La società che pratica una falsa onestà, che in apparenza accetta le norme comuni e in segreto le trasgredisce.
Nasce da una novella, Richiamo all’obbligo, e si sviluppa incarnandosi in personaggi-animali immaginati e descritti come maschere grottesche.”

Gli altri protagonisti dello spettacolo – prodotto da Diablogues e Teatro Stabile di Sardegna – sono Ester Cucinotti, Giovanni Moschella, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Giuliano Brunazzi, Francesco Pennacchia. Le luci sono di Maurizio Viani, la scenografia di Marc’Antonio Brandolini e i costumi di Ursula Patzak. Info e biglietti (da euro 13,50 a euro 20,00): biglietteria del Teatro 0734 284295-223412, Amat 071 2072439. Vendita on line su www.amat.marche.it. Inizio spettacolo ore 21.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 marzo 2006 - 1724 letture

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