Il viceministro dell’Economia Baldassarri in tour elettorale in Val Misa

30/11/-0001 -
Non è stata una visita mordi e fuggi quella del viceministro dell’Economia Mario Baldassarri a Senigallia ed in alcuni paesi del circondario come Ostra ed Ostra Vetere.

di Guido Fabbri
guidofabbri@vsmail.it


Baldassarri, di casa da queste parti per aver fissato il suo buen retiro a Piticchio di Arcevia, ha incontrato stampa, cittadini ed imprenditori per fare il punto su ciò che il Governo uscente ha fatto e su ciò che la maggioranza di centrodestra si propone di fare in caso di riconferma. Il tutto con l’intento di sostenere la lista di Alleanza Nazionale per le prossime elezioni ed in particolare la candidatura alla Camera di Massimo Bello, sindaco di Ostra Vetere.

Miglior data per il suo arrivo in zona Baldassarri non poteva fissarla, visto che il viceministro ha potuto farsi forte della delibera dell’altro giorno del Cipe che ha stanziato oltre 24 milioni di euro per le opere di supporto al cosiddetto Quadrilatero, la nuova rete stradale costa-entroterra che si pone l’obiettivo di risolvere gli atavici problemi di viabilità est-ovest nella regione. Una vera e propria pioggia di euro sulle Marche di cui Baldassarri non ha esitato a “farsi vanto”.

Ma il viceministro ha spaziato un po’ su tutto: “Nei 5 anni di Governo Berlusconi – ha detto – per le Marche sono stati investiti 10 miliardi di euro. Nei 25 anni precedenti ne erano stati stanziati la metà al valore attuale della moneta”.
Quadrilatero a parte si è parlato anche della viabilità del senigalliese. “Penso ad esempio alle nuove cave che sorgeranno ad Arcevia che porteranno ad un appesantimento sull’Arceviese di almeno 150 camion al giorno. E’necessaria una messa in sicurezza delle frazioni e dei centri abitati che sorgono lungo il tragitto prevedendo appositi by-pass stradali”.

Per le imprese il viceministro ha sostenuto come l’unica strada percorribile sia quella dei distretti territoriali e sulla sanità ha snocciolato alcuni numeri: “Dicono che abbiamo tagliato alla sanità, in realtà abbiamo portato il Fondo Sanitario Nazionale da 66 a 93 miliardi di euro. Un incremento del 40%. Di questi, 2 miliardi non saranno distribuiti in parti proporzionalmente uguali alle Regioni, ma secondo un criterio di meritocrazia sulla diminuzione delle liste d’attesa. Facendo questo abbiamo messo il dito in un nido di vipere andando a colpire precisi interessi di chi nulla faceva per accorciare le liste d’attesa per interessi particolari nella sanità privata”.

La Asl unica? “Un modo per spartire tra Margherita e Ds il centro e le Zone Territoriali senza un criterio che favorisca di fatto la distribuzione dei servizi sanitari sul territorio. La centralizzazione dei servizi è un valido criterio per le eccellenze sanitarie e per le cure di lungo corso, ma non per le emergenze che devono trovare risposta in ugual misura su tutto il territorio. La più grande vergogna della sinistra che ha governato le Marche ha a che fare proprio con un’eccellenza sanitaria: il centro di Talassemia di Pesaro per il quale D’ambrosio & c. non fecero nulla per mantenerlo in città nonostante la nostra disponibilità a concedere edifici di proprietà statale al centro di Pesaro”.

Baldassarri ha anche esaltato “la marchigianità” delle liste di An per il Parlamento.
Sui 24 candidati tra Camera e Senato, 22 sono marchigiani – ha detto -. Gli altri due sono Gianfranco Fini che è capolista in tutti i collegi alla Camera e Claudio Barbaro, membro della Giunta del Coni, che rappresenta l’anello di congiunzione tra i vertici dirigenziali sportivi e le società dilettantistiche che svolgono un’attività di alto valore sociale”.
La stessa cosa, secondo Baldassarri, non accade per altre liste, piene di quelli che definisce “catapultati”. “Ho letto ad esempio – ha ironizzato - che il candidato dell’Ulivo Lusetti ha promesso che “sarà” marchigiano. Lui forse lo sarà. Noi lo siamo stati, lo siamo e lo saremo sempre”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 marzo 2006 - 1136 letture

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