Le Marche sono seconde in Italia per l'integrazione degli immigrati

2' di lettura 30/11/-0001 -
“La comunità marchigiana si conferma coesa e solidale, con una capacità di integrazione sociale da primato, che in Italia è superata solo dal Veneto”: così il presidente Gian Mario Spacca ha commentato la classifica del 4° Rapporto sull’integrazione degli immigrati, relativo ai dati 2005, curato dalla Caritas, su incarico del Cnel, in cui le Marche figurano al secondo posto in Italia.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


"Le Marche sono divenute, nel giro di pochi decenni, da terra di prevalente emigrazione a territorio di immigrazione. Nella nostra regione la popolazione immigrata, circa il 5%, supera la media nazionale e offre un contributo significativo alla comunità. Non solo sotto il profilo del lavoro e della cultura. La crescita demografica regionale, infatti, è determinata dall’immigrazione.

Ora
- prosegue Spacca - il secondo posto di questa graduatoria è importante, al di là del dato in sé, perché testimonia che la società e le istituzioni, nel loro complesso, sono riuscite a mobilitare risorse e progetti a favore dei diritti fondamentali dei cittadini per accompagnare l’integrazione e la coesione sociale della nostra comunità”.

Le Marche - ha sottolineato l’assessore Ugo Ascoli - hanno visto crescere la comunità degli immigrati con una velocità fra le più ampie in Italia. Ciò è frutto della capacità di integrazione in tutta la regione: la riprova è che il ricongiungimento familiare è stato tra i più alti. Notevole è il ruolo dei centri per l’impiego anche nella collocazione e ricollocazione dei lavoratori immigrati”.

Il rapporto Caritas-Cnel è frutto di una serie di indicatori sociali ed economici, quali la lunga residenza, la scolarizzazione, il disagio abitativo, l’acquisizione della cittadinanza, il lavoro, la retribuzione, la disoccupazione.

Nella classifica, dopo il Veneto e Marche, seguono Emilia-Romagna, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta, Toscana, Abruzzo, Liguria, Lazio, Sardegna, Puglia, Basilicata, Molise, Sicilia, Calabria, Campania.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 marzo 2006 - 1009 letture

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