Il vero status symbol? La badante

30/11/-0001 -
Tra i tanti che hanno dovuto districarsi fra termini astrusi come “decreto flussi” e “quote”, solo pochi potranno gioire: non più di 170.000.
Ora tutti devono tenere i nervi saldi e pronti a scattare allo scoccare dell’ora prestabilita perché giocarsi la badante sarà questione di secondi.

da Malih Moamed


Ed è sempre a proposito di badanti che vorrei riportare un aneddoto.
Ieri mattina, mentre sorseggiavo il mio caffè in un bar del centro sono entrate due giovani signore dall’aspetto molto curato, vestite alla moda, truccate e profumate quanto basta; una incinta e l’altra spingeva un passeggino con dentro il suo bel figlioletto.
Il passeggino doveva essere o un prototipo o un pezzo unico fatto su richiesta per clienti molto facoltosi.
Infatti non fosse per il contenuto, che fugava ogni dubbio circa il suo utilizzo, non si sarebbe detto un passeggino quella diavoleria super tecnologica dal design avveniristico e dall’aspetto aggressivo.

Le due nostre signore (se fate fatica a immaginarvele, pensate a qualche spot dove appaiono moderne neo mamme) hanno ordinato due Hag: una l’ha preso senza zucchero e l’altra ci ha messo una pillola di dolcificante.

Io, da parte mia, incuriosito dal passeggino, ormai volevo saperne di più e manovrando con discrezione mi sono avvicinato per poter sentire di quale natura potevano essere mai i loro discorsi.
La signora col passeggino dava consigli alla ragazza incinta. Erano consigli tipo: la rivista più adatta per il puerperio, pro e contro il parto in acqua, fare assistere o no il marito al parto ecc. Ma ad attirare maggiormente la mia attenzione era il discorso che verteva sulla nazionalità della colf o badante che sia, da eventualmente assumere, per fare fronte al surplus di lavoro che l’incombente nascita avrebbe senz’altro comportato.

Dunque, la signora del passeggino dopo aver passato in rassegna qualità e difetti di moldave, rumene e filippine, ha spiegato alla sua amica che la scelta non poteva che essere una collaboratrice filippina; anzi visto che se lo poteva permettere, meglio ancora sarebbe una coppia di coniugi filippini.

Ho voluto riportare questo aneddoto per ricordare a quanti di noi ancora si accaniscono contro il progetto, che tutto sommato puntare solo all’integrazione può essere riduttivo, mentre con un pò di ambizione e senza peccare di superbia si potrebbe aspirare a diventare status symbol.

Altro che iPod. A giudicare dalle ressa furiose scatenatisi presso gli uffici postali per aggiudicarsi l’ultimo prestampato che manco fossimo al primo giorno dei saldi di fine stagione, si direbbe che l’oggetto più bramato è appunto la badante.

Per quanto riguarda una “coppia di filippini” stiamo parlando di extra lusso, i più devono ancora accontentarsi di ciò che filtra dalla-per dirla con Branduardi- fiera dell’est.

PS: Visto che si parla tanto d’integrazione e altrove, per favorirla, sono state fatte delle campagne di pubblicità progresso, un ipotetico slogan potrebbe essere: C’è una badante nel tuo futuro.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 marzo 2006 - 1937 letture

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