Il segretario del Pdci Diliberto in Ancona

4' di lettura 30/11/-0001 -
Venerdì 24 Febbraio ad Ancona il segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto durante la tappa Marchigiana è intervenuto al comizio alla presenza del Sindaco di Ancona e di altre autorità politiche.

di Marco Mennicucci


Si parte con i temi più scottanti della nuova campagna elettorale siglati nell'accordo al programma dell'Unione, in cui Diliberto mette subito in chiaro quali sono le priorità per il suo Partito nel programma che condivide con l'Unione: abolizione della riforma Moratti della Scuola, il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Iraq, l’abolizione della riforma del Lavoro introdotta dalla Legge Biagi (LG 30/1996), la giustizia e la laicità dello Stato la cancellazione, tramite vittoria referendaria della controriforma Costituzionale approvata dal Centrodestra.
Il segretario Diliberto ha un ritmo incalzante nella sua esposizione.
Si parte dalla riforma Moratti, totalmente da abrogare secondo il Pdci che sottolinea come essa riproponga un impianto ideologico antecedente alla riforma del ’63, cioè determina una rigida separazione tra un sistema “alto” dell’istruzione, quello dei licei, e un altro “basso”, residuale, dell’istruzione e della formazione professionale in cui la scelta molto precoce, anche a tredici anni, tra i due canali e, a 15 anni, addirittura la possibilità di un canale di serie C, la cosiddetta alternanza scuola-lavoro, “grazie” alla quale gli studenti potranno espletare integralmente la loro formazione fino a 18 anni in azienda. Diliberto afferma testualmente: "non si può tornare al vecchio sistema dell’avviamento professionale, ad “ imparare un mestiere “, che selezionava gli studenti sulla base della propria appartenenza sociale, ed inoltre che facciamo, insegnamo ai nostri ragazzi un mestiere che fra 6 mesi è bello e superato (life long learning n.d.r.)? Bisogna aiutarli invece a sviluppare la loro cultura e spirito critico, in cui anche le conoscenze necessarie per affacciarsi al mondo del lavoro, siano sempre accompagnate dalla crescita culturale dei giovani.

Ancora poi in ambito di Giustizia d'accordo con Ciampi professa l'imparzialità e l'indipendenza della Magistratura e promette "se torneremo al Governo ci impegneremo per migliorare il corso della Giustizia civile, quella che interessa i cittadini al contrario di ciò che ha fatto Berlusconi, che ha pensato solo a far approvare dal Parlamento leggi “ad personam“.

Quando Diliberto parla della riforma del Lavoro tiene a precisare che il suo Partito, a differenza del proliferare di piante e fiori nei simboli, assume nel simbolo, da quasi due secoli, il valore fondamentale del lavoro attraverso l’immagine della falce ed il martello ( che se venisse coniato oggi probabilmente sarebbe rappresentato da un computer ) e pertanto ne ribadisce la centralità per l’iniziativa politica del partito. Diliberto parla della Legge 30, impropriamente definita Legge Biagi dagli stessi che hanno negato al professore la scorta, nei termini di una legge da abrogare che ha precarizzato a dismisura il mercato del lavoro spazzando via anni di lotte sindacali a tutela dei diritti dei lavoratori e sottolineando infine il fatto che attualmente i contratti a tempo indeterminato sono passati dal 35% ad un esiguo 4% mentre dalle ispezioni effettuate nelle Marche sui contratti di collaborazione coordinata e continuativa e i contratti di lavoro a progetto (dati ARMAL risalenti al 30 settembre 2005) sono risultati gravati da irregolarità il 95,6% dei co.co.co. ispezionati – ben 174 su 182 ispezioni effettuate – e l’83,2% dei contratti di lavoro a progetto – 104 su 125 ispezionati. Diliberto sottolinea inoltre come questa legge mini il futuro stesso dei giovani a cui, in mancanza di un contratto di lavoro stabile, viene preclusa la possibilità di progettare il futuro negli elementi essenziali quali una famiglia, una casa, un figlio.

Dopo una parola di pace "per fortuna che i soldati dall'Iraq li ritireremo noi il giorno delle elezioni, se vinceremo" si passa all'auspicio che il prossimo Governo di Centrosinistra sappia tutelare il valore della laicità dello Stato, in un rapporto costruttivo con le formazioni politiche di estrazione cattolica presenti nell’Unione. La competizione all'interno dell'Unione è cosa buona e sana e determinerà, attraverso i risultati elettorali, il rapporto di forza tra le formazioni centriste e quelle di sinistra all’interno dell’alleanza.
Per questo è importante l’accordo politico con i Verdi al Senato, così come sarebbe decisiva una riunificazione di tutte le forze di sinistra all’interno di una Confederazione, proprio per poter far valere meglio la propria forza politica ed elettorale.
Il Pdci da anni propone, senza avere riscontri positivi, questa politica unitaria, la speranza è che l’accordo con i Verdi possa essere un primo embrione di una Confederazione della Sinistra, della quale la Sinistra italiana ha veramente bisogno.
Il capolista alla Camera per le Marche sarà lo stesso Segretario Diliberto, seguito da una donna (l'anconetana Rosalba Cesini) e dal prof. Cancrini, psichiatria di fama internazionale.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 marzo 2006 - 1319 letture

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